Eventi sospesi, cinema e teatri chiusi fino all’8 marzo

70

Nella tarda serata di domenica 1 marzo è arrivato il decreto della presidenza del consiglio dei ministri che disciplina gli interventi e le misure attuative del precedente decreto del 23 febbraio scorso rispetto all’allarme per il Coronavirus. Ecco in sintesi le indicazioni del ministero per quanto riguarda la Regione Veneto, ma pure la Lombardia e l’Emilia Romagna. Sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo prossimo, in luoghi pubblici o privati. Via libera però a eventi a porte chiuse e allenamenti (non a Vo’ Euganeo). Divieto di trasferta per i tifosi residenti in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna per eventi nelle altre regioni italiane. Consentito lo svolgimento di attività nei comprensori sciistici, ma gli impianti di risalita potranno ospitare solo un terzo della capienza massima. Sospensione sino all’8 marzo di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, gli eventi in luogo pubblico o privato, culturali, ludiche, sportive e religiose anche se in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose)Apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura a condizione che detti istituti e luoghi assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensione e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, è aperto a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Lo stesso vale per le altre attività commerciali, condizionate all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, con la garanzia del metro, almeno, di distanza tra ciascuno.

fonte: La Voce di Rovigo