Intervista a Filippo Nardi

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Grazie ad un’amicizia in comune, siamo riusciti ad intervistare Filippo Nardi, deejay, produttore discografico e conduttore televisivo.
Sedici anni dopo quella famosa edizione del Grande Fratello, la seconda, cosa ricordi di quel periodo?
Mi era piaciuto il progetto dopo aver visto l’edizione inglese e la prima puntata di quella italiana così ho chiamato, fatto tutti i provini e mi hanno preso. Per me è stato un tuffo nell’ignoto, non avevo la percezione di quello che avrebbe portato. Trovavo l’idea divertente, non lo facevo assolutamente con l’obiettivo di cercare il successo. Infatti quando ho smesso di divertirmi me ne sono andato via.
E quando sei uscito dalla “Casa”?
La prima cosa che ho percepito è stata la grande attenzione della gente nei miei confronti. Alla prima serata come ospite di un locale c’erano cinquemila persone. Una cosa surreale anche perché non avevo fatto nulla di eccezionale. L’accompagnatore che mi aveva portato al locale, uno che lavorava anche con Raz Degan, mi aveva detto che era normale ma per me era una cosa incomprensibile. A Londra ti capita di incontrare personaggi famosi per strada, non dico tutti i giorni ma quasi. Ma ti parlo di star come David Bowie e la gente non impazzisce così com’è capitato con me.
Dopo il reality hai partecipato ad altri programmi come presentatore o come inviato. Giusto? 
Appena uscito ho ricevuto offerte da tutte le parti. A partire dal Chiambretti Night dove ero ospite fisso, proprio di giovedì in concorrenza con il Grande Fratello. Quindi ho fatto Le Iene, l’inviato al Festivalbar, Loveline su Mtv.
Poi ti sei fermato, come mai?
Ad un certo punto mi sono fermato per decidere di scegliere programmi o proposte che fossero nelle mie corde. Contemporaneamente alcuni programmi sono spariti come lo stesso Festivalbar e Loveline, altri risentivano della crisi di settore con pagamenti ritardati, le spese da anticipare. Ed orari da paura: per un servizio di un minuto delle Iene si stava fuori dieci ore. Comunque mi è sempre mancato il contratto annuale, quello di presentatori come la Marcuzzi che per un anno percepisce, faccio un esempio, un milione di euro. Bisogna però anche dire che io ci sono capitato in televisione. Ero bravo a braccio ma presentare seriamente con testi scritti etc. è un altro lavoro. Infine quando io in televisione ci lavoravo, alla sera andavo a casa stanco, non avevo tempo di feste e festini, leccate di culo etc. La botta finale è stato l’arrivo di quelli che in televisione ci vano gratis con tutti i vari talent e reality.
Tu comunque hai una credibilità a livello nazionale come deejay e produttore.
Perché io sono deejay e produttore dal 1987. Quando ho fatto il Grande Fratello non l’ho pubblicizzato e forse lì ho sbagliato. Quando sono uscito e ho proseguito il mio lavoro è stato percepito come una mossa furba, fatta apposta. Ed involontariamente sono responsabile di tutti quei personaggi che si sono inventati deejay che sono venuti dopo di me, facilitati dalle nuove tecnologie.
E adesso come vivi, com’è la tua giornata?
Cerco lavoro, qualsiasi lavoro. In Italia come deejay c’è poco, faccio qualche serata all’estero ma i cachet sono molto ridimensionati rispetto ad una volta.
E cosa ti piacerebbe fare se potessi scegliere?
Mi piacerebbe molto dirigere un locale o lavorare in radio conducendo un programma musicale. Tornerei anche in televisione se ci fosse qualcosa di interessante, con un minimo di struttura.
Morto il Grande Fratello, è arrivato quello Vip. Cosa ne pensi? Parteciperesti a questo format?
Se me l’avessero chiesto o se me lo chiedono lo farei. Mi piacerebbe molto anche l’Isola dei Famosi. Ma se non sei spinto dalla persona giusta che poi ti deve vendere è difficile che ti chiamano. E poi vogliono gli ascolti…
Per chiudere bene l’intervista, cosa vuole dire al mondo oggi Filippo Nardi?
L’Italia è un paese bellissimo ma c’è un grande senso di rassegnazione. Si sente troppo spesso la parola “ormai”. Bisognerebbe essere più attivi, reagire. Anche se secondo me c’è dietro tutto un piano studiato a tavolino perché l’italiano medio non abbia il tempo di reagire, perso nel mare della burocrazia.
Ringraziamo Filippo Nardi per la disponibilità augurandogli tanta felicità e successo per tutti i suoi progetti. 
L’intervista è concessa in esclusiva da Filippo Nardi a il Pettegolo Blog di Rovigo. Su indicazione dello stesso artista ogni riproduzione non autorizzata è vietata. 
Fonte foto: Facebook