Intervista ad Andrea Polato, batterista di Franco Battiato

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Andrea Polato sul palco con Franco Battiato
Alcune foto di Andrea Polato. Nel video sotto Polato in concerto con Battiato.

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Andrea Polato, batterista di talento al fianco di Piero Pelù e successivamente del maestro Franco Battiato. Non è stato facile, abbiamo atteso per settimane le sue risposte ma finalmente eccoci qua. Non ci stupiamo perché Andrea é un’artista e gli artisti sono imprevedibili, incontenibili e spesso un po’ strani. Lo avevamo conosciuto vent’anni fa ed avevamo percepito talento e potenzialità in quel trio e ci siamo stupiti ma poi non così tanto per i successi arrivati. Dimostrazione vivente che nella vita tutto può accadere.

1) Ciao Andrea, com’è iniziata la tua passione per la musica e nello specifico per uno strumento come la batteria?  Ciao amici del Pettegolo, ho pensato molte volte a quando sia nata questa passione però non ho mai trovato un inizio vero e proprio, ci sono nato. Bastava solo accendere la miccia e mio padre in questo è stato un maestro perché al contrario di tutte le persone che ho conosciuto soprattutto in conservatorio dove erano i genitori a spronare i figli a suonare uno strumento,  nel mio caso è stato il contrario. Mio padre suonava la batteria e potevo solo guardarlo non potendola suonare mi arrangiavo con quello che trovavo, bidoni, bilance, cartoni…Ho guardato così  profondamente quei movimenti che li ho fatti miei e quando finalmente mi fece sedere sulla batteria per la prima volta sono riuscito a suonare perché nella mia testa già lo sapevo fare quindi era solo una questione di “mano” allenamento e costanza.

2) Oggi ti vediamo fotografato o in video con artisti famosi, ma qual’è stata la tua gavetta?  Tanta sala prove, tanti musicisti, tante teste diverse e modi di vedere la musica. Ero un una spugna e allo stesso tempo un cavallo imbizzarrito quindi dopo vari gruppi ho messo “la testa a posto” con gli FSC nel 2001 dove abbiamo cominciato a fare concerti ma soprattutto valorizzare il concetto di canzone e fare ascoltare il nostro lavoro al pubblico.

3) Con quali artisti di rilievo hai suonato e cosa ti è piaciuto di più in ognuno di loro? Ho avuto il piacere di suonare con molti artisti ma uno in particolare mi ha segnato profondamente, il maestro Franco Battiato. Ho “lavorato” in studio e dal vivo per anni con lui e non è stato solo suonare, ma intraprendere un percorso spirituale tanto da mettere in discussione me stesso e le mie convinzioni rispetto a molti aspetti della mia vita.

4) Qual è uno dei ricordi più importanti della tua carriera e perché? Ricordo con piacere quando Battiato in studio mi guardò e mi disse: Andrea ascolta i provini dell’album e decidi tu dove e come suonare. Sembra una frase banale ma è la totale connessione e fiducia. Superiore.

5) La musica live, a parte una breve pausa estiva nel 2020, è ferma da più di un anno a causa del covid. Come hai passato questo periodo?  Hai continuato a suonare? È senza ombra di dubbio un momento difficile per tutti o quasi, non voglio entrare nella gestione della pandemia perché potrei essere volgare però ti posso dire che dentro la mia testa suono sempre.

6) Come vedi il futuro per la musica dal vivo? Sarà molto difficile riprendere e spero che la passione prevalga sulle speculazioni e sul denaro.
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7) Quali sono i tuoi programmi professionali per i prossimi mesi? Ho molte richieste soprattutto di insegnare però io non sono un bravo insegnante, potrei non usare metodi conosciuti e non voglio arrabbiarmi più del dovuto.
Grazie Andrea per il tempo dedicatoci ed un in bocca al lupo per il futuro!
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