Intervista “senza censura” a Luca Antolini

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Questa settimana abbiamo il piacere di intervistare in esclusiva un grande deejay e producer italiano di fama internazionale: Luca Antolini. Alle nostre domande ha risposto davvero senza peli sulla lingua e ce n’è per tutti. E poi grande emozioni nei ringraziamenti…
1) Che differenze trovi nel lavoro da deejay quando hai iniziato tanti anni fa rispetto ad oggi? 
Sono cambiate tante cose, troppe…Se parliamo dell’Italia ora ci sono troppi pochi club (e tanti che vogliono fare i Dj’s) e per questo capita anche la serata, nel Disco Bar, in piazze, spiaggia e sagre, una volta per un Dj era impensabile questo…Purtroppo la crisi e anche le nuove mode e generazioni hanno spento il sipario a tanti clubs o discoteche (quanto mi manca sentire questo nome ). Poi una cosa importantissima il DJ una volta faceva il Dj ovvero passava i suoi giorni ad ascoltare e selezionare tracce, le provava a casa nel suo giradischi (il punto massimo era avere un Technics) e su quei solchi del vinile passavi tanto tempo a capire come entrare in un mixaggio, quale era il punto giusto, il bpm (spesso diverso) il gain se era da alzare o abbassare, perché ognuno suonava diverso. Oggi mixare è davvero più semplice, quasi tutte le tracce rispettano uno standard in bpm, l’inizio del brano è un groove semplice che ti permette di entrare in 8/16 battute, suonano tutti con lo stesso rms e peak, hai un display che ti da tutte le informazioni necessarie per sapere tutto ciò che ti serve (bpm, forma d’onda, dove puoi entrare e uscire nel mix) senza parlare di quel tasto…Quel tasto che si chiama Sync e che sincronizza le tracce tra loro…
Poi la cosa più importante: ora fare il Dj corrisponde a fare il produttore, o meglio se ti funziona una traccia è possibile ricevere chiamate da parte di organizzatori e andare a fare il Dj. Ma molti non hanno la giusta esperienza e per questo  capita che il pubblico non apprezza. Essere un bravo produttore non significa essere un gran Dj , sono 2 cose molto diverse .
Poi ora ci sono anche Dj che in realtà si esibiscono in pagliacciate e cercano di prendere l’attenzione della gente non con la musica ma appunto con esibizioni, spesso davvero tristi da vedere per non parlare dei piccoli personaggi televisivi che escono da reality, che spesso non sanno cosa fare nella vita e ma si faccio il Dj … Insomma tanta confusione ora…
2) C’è o c’è stato un deejay di riferimento per la tua carriera e perché? 
Eccome ce ne sono stati tanti, più che di riferimento, sono stati importanti per la mia crescita e per la mia vita  sia professionale che umana.
Stare dietro una consolle e stare con il pubblico richiede educazione gentilezza e disponibilità, oltre che conoscenza musicale. Ho avuto la fortuna di lavorare e collaborare con Dj’s incredibili sia in Italia che all’estero, anche ora perché c’è sempre da imparare (anche se adesso mi capita che con i dj’s sono io quello più vecchio accidenti!!!).
Chi mi conosce sa di chi voglio parlare e quali sono le persone con cui ho avuto tutto questo.
3) Se tu potessi scegliere resteresti in Italia o c’è qualche altro paese in cui trasferirti per il tuo lavoro? Sarei voluto andare in Australia, amo molto quella terra, ma ad essere sincero mi piace tanto anche l’Europa e l’Italia, malgrado i problemi che si creano continuo ad amarla .
4) Attualmente dove stai lavorando e dove ti troveremo?
Ho un progetto techno con altre persone/amici (Luca e Alessandro) che si chiama FOLUAL, dove spendo buona parte delle mie giornate in studio. Per le mie serate invece giro sempre nel Nord Italia (tra locali come Stargate, Glory of Techno, Matis, Tntkamasutra, Bisso’, Palace, Shock, PiterPan, Palazzo Rosso etc etc). e qualche volta sono con Marco Cordi/K.Voice con cui condivido un Format chiamato Techno Classic e che sta andando piuttosto bene.
5) C’è qualcosa di questo mondo che proprio non sopporti?
Da italiano e penso come quasi tutti, non sopporto i nostri politici (quasi tutti). Di norma non sopporto le ingiustizie e le violenze, e oggi purtroppo ce tanto di questo!
6) C’è qualcuno che vorresti salutare o ringraziare?
Vorrei ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine o mi sono vicine, sia colleghi dj’s/Pr/Organizzatori che amici o conoscenti. Vorrei ringraziare Marzio Dance, mi manca … proprio non riesco a mandare giù il fatto che non sia più qui con noi. Vorrei ringraziare tutte le discoteche che in tutti questi anni mi hanno fatto crescere, in particolare Living di Bologna dove ho iniziato, Exodus di Ferrara, J&J e TntKamasutra (quest’ultimo un locale importante per gli ultimi 20 anni, spesso passati con Marzio ma anche con Tatanka, Lady Brian, Igor S, il Principe Maurice, Joshua Dalailama e Luca Morris e tutti i dj’s/vocalist che sono passati in quegli anni). Aggiungo lo Stargate che con gli anni e’ diventato sempre più’ importante .
Vorrei ringraziare le persone con cui ho condiviso tante giornate in studio a produrre musica: djGius (Technoboy), Antonio (Tuneboy), Peruzzi, P.Nobile, R.Tesini, A.Montorsi, G.Renoir, M.sala, A.Bianchi, L.Folco L.Confetta e anche per gli anni prima Ezio Vallini, G.Ferrarese, R.Brant, Manuel es, F.zeta, Ricci, Parrini, Panda, A.Malaguti (che pazientemente mi ha insegnato tante cose), Kharma, Gioix e scusate se non li cito tutti non finirei più. Un grazie anche a Steve Hill e Nick Coles.
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Ringraziamo ancora Luca Antolini. Veramente una bella intervista sincera.