Ipotesi riaperture: ristoranti e spettacoli solo all’aperto e senza contanti…

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Sono solo ipotesi ma noi pettegoli non potevamo esimerci da comunicarvi quello che in queste ore il Governo sta valutando secondo quanto già pubblicato dal Messaggero e quindi successivamente da altri siti on line. Complice il calo dei contagi delle ultime settimane si comincia a riflettere su un piano di riaperture, con il ritorno della zona gialla in Italia già da lunedì 19 aprile. Una previsione molto ottimistica che non terrebbe conto del decreto 44/2021, nel quale si legge che in ogni caso – quindi anche quando i parametri lo consentono – è impedito il passaggio in zona gialla fino al 30 aprile 2021. Ma la grande novità che farà sicuramente discutere è un’altra. Sembra, infatti, che inizialmente il Governo potrebbe autorizzare alla riapertura solamente alcune tipologie di bar e ristoranti, ossia coloro che hanno dei tavoli all’aperto. Idem vale per gli spettacoli all’aperto con predilezione alle arene. Tra le altre ipotesi si sta discutendo anche della possibilità di anticipare l’orario di chiusura di bar e ristoranti alle 16:00, così da evitare che si creino gli assembramenti durante l’orario dell’aperitivo. Inoltre, sembra che il Comitato tecnico scientifico voglia introdurre l’obbligo di rilevamento della temperatura corporea del cliente all’ingresso del locale, come pure l’obbligo di prenotazione in modo da mettere un freno agli assembramenti e mettere a punto un sistema di tracciamento dei clienti. E non è tutto: come riportato dal Giornale – e messo in risalto anche da Giorgia Meloni con un post polemico pubblicato su Facebook – è possibile che ci sarà anche una stretta ai pagamenti in contanti. Sembra, infatti, che il CTS abbia messo nel mirino lo scambio di banconote, vista la possibilità che il coronavirus possa resistere fino a 28 giorni sulla loro superficie. Per questo motivo, potrebbero essere autorizzati solamente i pagamenti elettronici o digitali. Un’altra iniziativa che farà sicuramente molto discutere.

fonte: Il Messaggero, Il Giornale, Money.it