Polemica: “Riapriamo o continuiamo a lamentarci?” I gestori di Rovigo sono stanchi.

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I tavoli restano vuoti

Un altro weekend di locali chiusi. Rossi fino a Pasqua e probabilmente anche dopo. I gestori di Rovigo e dintorni non ce la fanno più e l’urlo di sofferenza emerge forte e chiaro dai social, Facebook su tutti. Elena, titolare di un cocktail bar in centro, lo scrive in grande: “Cosa facciamo? Continuiamo a lamentarci qui o riapriamo tutti insieme?”. Risponde Alessandro, titolare di un bar e di una piadineria: “Molto meglio ripartire prima che sia troppo tardi…”. Elena gli risponde con un pensiero che ormai è generale: “dopo un anno di chiusure per la collettività direi che noi il nostro l’abbiamo largamente fatto. Tanto la collettività continua a fare quel cazzo che gli pare”. Daniele, proprietario di un noto ristorante, è perentorio quanto sintetico: “Riapriamo”. Filippo ha un bar e una pizzeria a Rovigo e per lui è semplicemente “Vergognoso”. Risponde anche Emiliano, barista di Legnago, piuttosto sfiduciato: “Per me potremmo pure aprire Ma ti garantisco che su 100 bar Ad aprire saremo si e no in 5. Gli altri si lamentano e basta. Fidati”. Rincara Elena: “Prima era un sacrificio per la collettività, poi è diventata una presa per il culo”. Patrizia sostiene la causa anche se lei un locale non ce l’ha: “Prima il rischio d’impresa di un ristoratore era dato dalla capacità di lavorare..ora dal fatto riesca a lavorare..il lavoro è un diritto..è un diritto portare a casa il pane..è un diritto vivere..avete investito tutti i vostri sogni e le vostre fatiche nelle vostre attività, consapevoli dei rischi, avete fatto sacrifici, studiato per ciò che fate, sudato..magari tolto tempo alla famiglia e alle vostre cose..da Più di un anno avete adottato misure di sicurezza in ogni dove..non dormendo la notte per la paura di non poter più aprire la porta di ciò che avete costruito…Aprite”.

fonte: Facebook, web