Blog di libera informazione su divertimento, musica, eventi, tempo libero e nightlife. Edizione della Provincia di Rovigo.
Home Speciali News Squid, l’app che sceglie le “tue” notizie!

Squid, l’app che sceglie le “tue” notizie!

26

Tra i grandi aggregatori di notizie nessuno, a parte forse Feedly, ha puntato in particolare sui millennials. Ma a pensarci è stata Squid, applicazione per Android e iOs lanciata in Italia e in altri sei Paesi da sei giovani intraprendenti, tutti di nazionalità diverse, tra cui l’italiana Giulia Ranuzzi de Bianchi. Accattivante nella grafica, semplicissima da usare, è una sorta di Snapchat delle news. E la particolare attenzione per i giovani si vede subito. Il feed di notizie può essere personalizzato scegliendo temi non tradizionali, come vloggers, notizie strane, gaming, e-sport, video news e, presto, anche startup. Sugli articoli che incuriosiscono si può intervenire con sticker (dalla forma di calamaro, squid in inglese), scritte personalizzate, appunti a margine, sottolineature. Il tutto da condividere sui social, naturalmente.
”Tra le nostre fonti, che sono migliaia per ciascuno dei Paesi in cui esistiamo, abbiamo voluto includere anche i blog (come il Pettegolo), proprio perché la nostra idea era quella di attirare i millennials. Abbiamo impiegato quasi un anno a scegliere i blog più popolari e autorevoli e ne aggiungiamo regolarmente”, spiega Ranuzzi de Bianchi, 32 anni, ex economista all’Ocse, che dopo aver incontrato in una vacanza toscana l’imprenditore svedese Johan Othelius, uno dei co-fondatori, ha deciso di cambiare carriera.”La app è molto visiva, il nostro algoritmo predilige gli articoli accompagnati da foto e immagini. Questo piace ai ragazzi. In Francia soprattutto l’età degli utenti è molto bassa, vanno dai 13 anni in su”. La personalizzazione è una delle caratteristiche chiave. Non basta la scelta dei temi preferiti: ”Se un utente è interessato unicamente agli articoli tecnologici nell’area di Bari, per esempio, può impostare le preferenze in modo tale da visionare i pezzi presenti in tutte le testate, soltanto su quell’argomento”, spiega Ranuzzi de Bianchi.

fonte: Repubblica.it