Veneto: a rischio 3mila sagre ed eventi

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La sindrome dell’«annullato» rischia di contagiare le feste in spiaggia, le sagre di paese, le parate con l’orchestrina, la banda e le majorettes, i tornei di basket o volley in piazza, addirittura le processioni, perché varchi, controlli, accessi regolati, idranti, piani di emergenza e di evacuazione, megafoni, insegne luminose, steward e transenne non tutti se li possono permettere. Eppure sono obbligatori dal 28 luglio 2017, data della circolare emanata dopo gli incidenti di Torino durante la finale di Champions League dal prefetto Mario Morcone, capo di gabinetto del Viminale, per tutelare la «safety» (l’incolumità delle persone) e la «security» (l’ordine e la sicurezza pubblici) durante «pubbliche manifestazioni». Già applicate al Carnevale di Venezia (contingentate a 20mila le presenze in piazza San Marco) e ai party sulla sabbia a Jesolo (1,5 persone per metro quadro, 4 steward per 200 ospiti, 6 se i partecipanti sono di più), le misure citate sono inapplicabili a molti dei 2500/3000 eventi l’anno gestiti dalle 545 Pro Loco venete con 60mila volontari, per un giro d’affari di 25 milioni di euro. Attualmente pare che ogni Comune vada per conto proprio: tutti hanno presentato in prefettura l’elenco delle kermesse e il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza predispone gli adeguati accorgimenti. Intanto il Pd con il consigliere regionale Claudio Sinigaglia avverte: «Troppe regole rischiano di cancellare un patrimonio storico, culturale e d’identità veneta».

fonte: Corriere del Veneto