Veneto “rosso lockdown” da lunedì a dopo Pasqua

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Un anno di covid e siamo ancora in lockdown. Insomma oltre ad aver chiuso attività, perso soldi, portato l’Italia e quindi il Veneto ad una crisi economica senza precedenti, torniamo “rossi” da lunedì 16 marzo, una specie di lockdown che potrebbe durare 2-3 settimane e comprendere anche le feste pasquali. Cosa cambia? In sintesi chiudono tutte le scuole di ordine e grado; proibite le visite ad amici e parenti; chiusi tutti i negozi non alimentari compresi parrucchieri, barbieri, estetiste, tatuatori etc. Aperti quelli di prima necessità: alimentari, farmacie, elettronica, ferramenta, edicole, profumerie, tabaccai, giocattolai e vivai (la lista completa sul decreto). In zona rossa non si può uscire di casa se non per andare a fare la spesa, buttare la spazzatura, andare a correre o fare una passeggiata attorno a casa anche con i propri figli, portare fuori il cane nei pressi della propria abitazione, raggiungere il luogo di culto più vicino, andare a comprare il giornale. Non si può uscire dal proprio comune o dalla propria regione se non per lavoro, urgenza o salute. Il  3, 4 e 5 aprile, a Pasqua dunque, anche nelle zone rosse ci si può spostare all’interno dei confini regionali tra le 5 di mattina e le 22 per far visita ad amici e parenti, una sola volta al giorno, massimo in due più eventuali minori di 14 anni al seguito o  persone non autosufficienti. Esattamente come a Natale. In zona rossa bar, ristoranti e locali devono chiudere. Dalle 18 alle 22, ora in cui scatta il coprifuoco, è ovunque possibile l’asporto sia di piatti che di bibite da ristoranti, negozi al dettaglio di bevande ed enoteche, ma non da bar e attività simili senza cucina. Mercati e centri commerciali sono chiusi anche nei giorni feriali ma i negozi essenziali al loro interno possono restare aperti.  A fare la spesa bisogna andare uno alla volta per nucleo familiare. Restano sospese le attività dei centri benessere e dei centri termali. Palestre e piscine restano chiuse in ogni città d’Italia, tanto più in zona rossa. Via libera anche alla corsa o alla biciclettata purché siano attività individuali, si svolgano nei pressi della propria abitazione e si mantengano due metri di distanza da chiunque. Se durante l’attività fisica si sconfina in un altro Comune, questo non è punibile, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Restano sospesi anche gli sport di contatto.

fonte: Web, Repubblica.it, La Voce di Rovigo